30 Marzo - Corridoio Vasariano e Giardino di Boboli - Firenze


Foto di Marco Pardini

Testo e Foto di Donatella Balderi


Partecipanti n.30

E’ stata veramente una piacevole sorpresa quando, ad inizio anno, abbiamo avuto conferma per la prenotazione al percorso guidato del Corridoio Vasariano, dato che non sembrava molto facile inserirsi direttamente in tale circuito di visita. La partecipazione è stata quindi abbastanza numerosa e purtroppo non abbiamo potuto accontentare alcune richieste in quanto il numero del gruppo era praticamente blindato; per questo ci scusiamo con i soci e simpatizzanti.

Partiamo con il treno dalla stazione di Viareggio alle ore 8.11, con una bella giornata di sole, ed arriviamo puntuali a Firenze all’ingresso degli Uffizi dove alle ore 10,15 abbiamo appuntamento con la guida, che purtroppo non è presente essendosi dimenticata del cambiamento dell’ora legale. Dopo un primo momento di smarrimento, entriamo comunque agli Uffizi, effettuiamo i dovuti controlli all’ingresso e non appena saliti alle sale del secondo piano ci raggiunge la guida tutta trafelata scusandosi per il disguido.

Effettuiamo un percorso breve ma interessante incentrato sulla figura umana ed in particolare femminile,contemplando alcuni famosi dipinti, da Giotto a Botticelli fino a Michelangelo, che vengono sapientemente descritti dalla nostra accompagnatrice.

Alle ore 12,00 è previsto l’ingresso al Corridoio Vasariano a cui si accede da una porta situata dopo la sala 25 (in questa sala abbiamo potuto ammirare il famoso dipinto di Michelangelo- La sacra Famiglia meglio noto come Tondo Doni). All’ora stabilita entra solo il nostro gruppo e la porta si chiude decisamente dietro di noi; passiamo dalle affollate e ricche sale degli Uffizi ad un ambiente riservato, sicuramente più spoglio ma molto particolare e suggestivo.

Si tratta infatti di un lungo corridoio (1Km) largo circa 3 metri tutto sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, passando per la Galleria degli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio, realizzato nel 1565 in soli 5 mesi dal Vasari, per volere del granduca Cosimo dei Medici in concomitanza del matrimonio di suo figlio Francesco con Giovanna d’Austria.

L'idea del percorso sopraelevato era nata per dare opportunità ai granduchi di muoversi liberamente,senza pericoli ed al coperto, dalla loro residenza al palazzo del governo.

Per tre secoli il Corridoio fu usato dai granduchi fiorentini. Nel 1866, quando Firenze era capitale d'Italia, il re Vittorio Emanuele II lo aprì al pubblico destinandolo all'esposizione di opere d'arte. Il recente allestimento spazia dai dipinti, capolavori italiani e stranieri del seicento e del settecento, alla celebre collezione di autoritratti - la maggiore raccolta al mondo - iniziata nel XVII secolo dal cardinale Leopoldo de' Medici. La galleria é tuttora in espansione grazie a frequenti e continue acquisizioni.

Gli autoritratti sono veramente pregevoli e molti anche curiosi; peccato che non abbiamo potuto osservarli con attenzione dovendo rispettare i tempi della visita.Tutti abbiamo notato l’autoritratto di Galileo Chini, anche se non citato dalla nostra guida.

Fra le curiosità di questo passaggio sopraelevato c'è il giro intorno alla torre medievale dei Mannelli all'estremità del Ponte Vecchio,dove il corridoio si presenta più stretto e sospeso in adiacenza alla torre stessa, in quanto la famiglia proprietaria si oppose strenuamente al suo abbattimento .

Al centro del Ponte Vecchio si aprono una serie di grandi finestre , realizzate nel 1939 per volere di Mussolini ,ben diverse dai piccoli e discreti oblò rinascimentali ma utilissime per ammirare uno stupendo panorama sull'Arno, in direzione del Ponte Santa Trinita, Attraversato l'Arno, il corridoio passa sopra il loggiato della facciata di Santa Felicita e con un balcone, protetto dagli sguardi da una pesante cancellata, si affaccia direttamente dentro la chiesa, per far sì che i componenti della famiglia granducale potessero assistere alla messa senza scendere tra il popolo.

Il Corridoio originale termina nel Giardino di Boboli in prossimità della Grotta del Buontalenti. Successivamente fu costruito un tratto per arrivare direttamente dentro il Palazzo Pitti.

Alle ore 13,15 circa termina la nostra visita guidata ed essendo arrivati al Giardino di Boboli decidiamo di fare una breve pausa per uno spuntino.

Nel pomeriggio visitiamo il giardino, in particolare la parte di impianto cinquecentesco retrostante al Palazzo Pitti passando nell’Anfiteatro, soffermandoci alla vasca del Forcone e giungendo fino al giardino del Cavaliere dove ,oltre a godere dell’ampio panorama ,possiamo visitare anche l’interessante museo delle Porcellane. Proseguiamo lungo la parte seicentesca del "Viottolone dei cipressi" arrivando fino alla celebre Vasca dell’isola, un’isola artificiale di forma ellittica che ospita un giardino, nella buona stagione arricchito con conche di limoni, rose antiche e bulbi ,dominato dalla bella fontana dell’Oceano del Giambologna. Prima di uscire passiamo davanti all’imponente edificio settecentesco della Limonaia usata ancora oggi per ricoverare le 500 conche di agrumi di collezione, che riusciamo solo ad intravedere oltre le sbarre della cancellata.

Alle 16,30 siamo tutti un po’ stanchi ed accaldati ma sicuramente entusiasti per le bellezze artistiche e ambientali che abbiamo potuto ammirare nella giornata. Decidiamo quindi di rientrare a Viareggio con il treno delle 17,08.