10 Maggio - La Venaria Reale - Torino

Testo e Foto: Donatella Balderi


Gita turistica REGGIA REALE di VENARIA (Torino)

10 maggio 2009

 Partecipanti . n.29

 

La gita doveva essere realizzata con gli amici di Torre del Lago, ma purtroppo per difficoltà organizzative non è stato possibile. Spero ci sarà un’altra occasione per attuare iniziative comuni.

Dopo varie peripezie per trovare una prenotazione per il gruppo,  siamo riusciti con molta fortuna a recuperare 29 biglietti d’ingresso con guida  e quindi …si parte.

Si arriva a Venaria verso le ore 11.00 e dopo breve visita del Borgo e uno spuntino, alle ore 13.00 ci avviamo all’ingresso della reggia per incontrare la guida ed iniziare la visita.

Il complesso ci appare subito nella sua grandiosità, nelle sue caratteristiche architettoniche in parte seicentesche ed in parte settecentesche, e con evidenti segni del recente restauro non ancora completato.

Le origini della Venaria risalgono alla metà del ‘600 quando il Duca Carlo Emanuele II di Savoia volle edificare una nuova residenza “di piacere e di caccia” per la corte. Il fulcro del complesso è stata la Reggia di Diana intorno alla quale si è sviluppato il palazzo,i giardini ed i boschi nonché il Borgo stesso in un unicum scenografico architettonico-ambientale. Nel ‘700 Vittorio Amedeo II, futuro primo re sabaudo, sotto l’influenza dell’architettura francese dette alla Venaria un’immagine più imponente commissionando all’architetto messinese Filippo Juvarra la realizzazione della spettacolare Galleria Grande ,della bella chiesa barocca di Sant’Uberto, della citroneria e della scuderia grande.

In questo periodo anche i giardini persero la fisionomia “all’italiana” per divenire un grande parco “alla francese” con parterres a ricamo, viali, specchi d’acqua , boschetti, pergolati ed un grande labirinto. Con l’occupazione francese del 1798 iniziò il lento declino, la progressiva dispersione dei tesori e la totale cancellazione del parco; inoltre durante la Restaurazione l’intero complesso fu adibito a caserma proseguendo nel degrado fino ad arrivare ad una totale incuria. Soltanto dopo il 1978 la Reggia venne ceduta alla Soprintendenza per i lavori di restauro ancora in atto.

 

La nostra visita inizia dal piano interrato attraversando la vecchia citroneria  (ambiente molto suggestivo, ma purtroppo con presenza di un allestimento  a ponteggio poco apprezzabile ) ed i locali di servizio dove sono esposti diversi dipinti legati alla storia dei Savoia nonché documenti e cartografie storiche.

Passiamo quindi al piano nobile superiore dove colpisce subito la vastità degli ambienti recuperati da un attento restauro, anche se molte decorazioni e stucchi sono andati persi. In particolare ammiriamo  la Sala di Diana ricca di stucchi e rappresentazioni allegoriche incentrate sulla caccia e con volta affrescata (Giove e Diana), gli appartamenti ducali posti a nord con diverse anticamere e sale, la sorprendente e spettacolare  Galleria Grande sia per dimensioni (altezza 15 metri,lunghezza 80 e larghezza 12m) sia per la luminosità (dovuta alle ampie finestrature ed ai particolari “occhi” ovali all’interno e rettangolari all’esterno) nonché per gli infiniti decori.

Attraversiamo quindi un curioso snodo (Rondò della Galleria Piccola) dal quale è possibile ammirare l’infinita sequela di sale e stanze e dove sono ospitate originarie sculture settecentesche delle 4 stagioni, fino ad arrivare alla Cappella di S.Uberto (santo protettore dei cacciatori), altro capolavoro del Juvarra con la curiosa cupola trompe l’oeil. L’interno si presenta luminoso e maestoso, con fastose decorazioni e vi spicca il notevole altare maggiore (opera tra l’altro del carrarese Giovanni Baratta come pure le 4 statue dei Dottori della Chiesa poste nelle nicchie dei pilastri centrali).

Sono trascorse quasi 2 ore da quando siamo entrati, la visita è terminata e purtroppo non c’è tempo per un’osservazione più attenta. Usciamo dalla Reggia e dopo aver attraversato esternamente la Corte d’onore ,da dove è possibile uno sguardo d’insieme dello straordinario complesso anche per le differenti fasi storiche visibilmente intersecate tra loro, ci dirigiamo verso i giardini che sono stati quasi totalmente ricostruiti in veste più moderna ma cercando di rispettare l’impianto settecentesco.

In particolare sono stati ripristinati i dislivelli, i terrapieni, i filari di alberate, le isole di verzura ed i boschetti, sono stati portati alla luce e salvaguardati i manufatti e arredi marmorei ancora presenti , è stata resa fruibile l’area della Grande Peschiera (lunga 250 m, larga 50m contenente 11 milioni di litri d’acqua), è stata ripristinata l’area a sud della Reggia con il Gran Parterre, sono state ricostruite pergole di rose e spazi a giardino inglese.

A causa del poco tempo a disposizione la visita del giardino è stata un po’ frettolosa ed inoltre data la inevitabile stanchezza dei partecipanti decidiamo alle alle 17.00 di prepararci al rientro.

Speriamo di avere un’altra occasione per visitare meglio i giardini ed il Parco della Mandria, magari in un periodo in cui vi siano le fioriture.


0-il gruppo alla Torre dell'orologo.jpg
1-La corte d'onore e sul fondo Torre dell'orologio.jpg
2-Vista dalla Corte d'onore.jpg
3-Galleria Grande vista dalla Corte d'onore.jpg
4-Il gruppo nella Corte d'onore e sul fondo la Reggia di Diana.jpg
5-Il presidente UOEI ed il Duca -Re Vittorio Amedeo II.jpg
6-La Galleria Grande.jpg
7-particolare volta Galleria Grande.jpg
8-Volta ed occhi della Galleria Grande.jpg
9-Cappella di Sant'Uberto.jpg
10-abside della Cappella.jpg
11-Il gruppo e la guida nella cappella.jpg
12-Altare maggiore del Baratta.jpg
13-Altare laterale.jpg
14-Dottore della Chiesa del Baratta.jpg
15-Esterno Cappella sant'Uberto.jpg
16-La Grande Peschiera.jpg
17-La Reggia vista dai giardini.jpg
18-Veduta dai giardini.jpg
19-Roseto.jpg
20-Vista d'insieme dal parco.jpg

Created by IrfanView